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Incontinenza Uniraria da Sforzo

incontinenza

Nota anche come incontinenza urinaria da stress, è causata essenzialmente dalla perdita di sostegno dell’uretra che, di solito, è conseguenza di danni ai muscoli del pavimento pelvico provocati dal parto o da altre cause.

incontinenza

L’incontinenza urinaria da sforzo è caratterizzata da perdite di piccole quantità di urina e si verifica quando vi è un aumento della pressione addominale, soprattutto durante attività come il sollevamento o il chinarsi, la tosse, le risate, il salto con la corda o gli starnuti.

Che Cosa Accade In Condizioni Normali?

La funzione urinaria è controllata da un’attività sinergica tra le vie urinarie e il cervello. In particolare, la continenza e la minzione implicano un equilibrio tra le azioni muscolari volontarie (sistema nervoso somatico) e quelle involontarie (regolate dal sistema nervoso autonomo e coordinate da un meccanismo riflesso).

Quando la minzione è completata, inizia la fase di riempimento: l’urina è raccolta nella vescica, dove si accumula fino al momento della sua eliminazione, che avviene tramite l’uretra. La vescica, esplica una funzione sia di serbatoio (accumulo di urina) che di pompa (espulsione dell’urina).

riempimento

Lo stimolo minzionale insorge quando il riempimento della vescica è consistente (circa 200ml, 1/3 della sua capacità massima): lo stiramento delle pareti vescicali innesca l’invio di segnali nervosi al midollo spinale e al cervello. In risposta a questi stimoli, il sistema nervoso avvia il riflesso di svuotamento: i nervi del midollo spinale segnalano al muscolo detrusore di contrarsi e, allo stesso tempo, inducono il rilassamento dello sfintere interno (muscolo involontario che circonda il collo della vescica). In risposta, l’individuo, avverte la sensazione di pienezza e trattiene l’urina contraendo volontariamente i muscoli dello sfintere esterno, che circondano l’uretra. Se l’individuo si oppone volontariamente alla minzione, il riflesso di svuotamento si autorigenera; ad ogni ciclo avviene la seguente successione di eventi:

  1. Progressivo e rapido aumento della pressione vescicale
  2. Mantenimento di un’elevata pressione vescicale
  3. Ritorno della pressione vescicale al livello basale.
  4. Segue un periodo refrattario (di temporanea inibizione) che precede l’innesco di un nuovo riflesso di svuotamento.

Non appena le condizioni sociali lo consentono – con il collo vescicale aperto e con il muscolo detrusore che comprime la vescica – l’urina defluisce nell’uretra e la persona rilassa consapevolmente i muscoli dello sfintere uretrale esterno per urinare. Questa decisione è volontaria, per questo durante la minzione il flusso urinario può essere interrotto volontariamente con la contrazione dello sfintere esterno. La volontà di trattenere l’urina ha comunque un limite e se il riflesso della minzione è sufficientemente intenso (a causa di un abnorme stiramento delle pareti vescicali) l’inibizione riflessa dello sfintere esterno prevale sui comandi volontari che si oppongono alla minzione.
La continenza, è quindi affidata alla presenza di due sfinteri principali, uno prossimale (a livello del collo vescicale, non controllato dalla volontà), ed uno distale localizzato a livello dell’uretra (sotto il controllo del sistema nervoso volontario). Partecipano alla continenza anche i muscoli pelvici ed i legamenti che sostengono il collo vescicale e l’uretra, nonché tutte le strutture nervose coinvolte.
L’incontinenza si verifica se la chiusura del collo vescicale è insufficiente (incontinenza da sforzo) o se i muscoli che circondano la vescica sono iperattivi e si contraggono involontariamente e all’improvviso (incontinenza da urgenza).

Cause Dell’Incontinenza Uniraria

Diversi studi scientifici hanno riscontrato che la gravidanza e il parto (tramite taglio cesareo o parto vaginale) possono aumentare il rischio d’incontinenza urinaria. In tali casi, si verifica un indebolimento dei muscoli e dei legamenti del pavimento pelvico, che causa una condizione chiamata ipermobilità uretrale (l’uretra non si chiude correttamente). L’incontinenza urinaria interessa circa il 20-40% delle donne dopo il parto; il più delle volte è transitoria (scompare spontaneamente nel giro di un mese o poco più) e come vedremo in seguito è per lo più “da sforzo”. Anche il prolasso dell’utero può causare incontinenza. Questa condizione si verifica in circa la metà di tutte le donne che hanno partorito. Durante la menopausa, i soggetti di sesso femminile possono soffrire di perdite di urina a causa della diminuzione dei livelli di estrogeni ed è interessante notare che la terapia estrogenica sostitutiva non si è dimostrata utile nella gestione dei sintomi. Alcuni casi di incontinenza urinaria sono temporanei e, spesso, sono causati dallo stile di vita. Bere alcol, bevande contenenti caffeina o qualsiasi liquido in quantità eccessive può causare una perdita del controllo della vescica. Anche certi farmaci possono indurre un breve periodo d’incontinenza: diuretici, estrogeni, benzodiazepine, antidepressivi e lassativi. Inoltre, alcune condizioni di salute sono associate al disturbo: diabete, ipertensione, problemi alla schiena, obesità e morbo di Alzheimer. La stitichezza e le infezioni del tratto urinario possono aumentare la necessità di urinare. Anche disturbi come la sclerosi multipla, la spina bifida, la malattia di Parkinson, l’ictus e le lesioni del midollo spinale possono interferire con la funzione nervosa della vescica.

Trattamento Dell’Incontinenza Uniraria

Il trattamento per l’incontinenza urinaria dipende dal tipo d’incontinenza, dalla gravità del problema, dalla causa sottostante e da quali misure si adattano meglio allo stile di vita del paziente. Inoltre, alcuni approcci terapeutici sono ottimali per gli uomini, mentre altri sono più adatti per le donne. L’obiettivo di ogni trattamento per l’incontinenza urinaria consiste nel migliorare la qualità di vita. Nella maggior parte dei casi, la prima linea di trattamento è conservativa o minimamente invasiva. Se i sintomi sono più gravi e tutti gli altri trattamenti non sono efficaci, può essere raccomandato un approccio chirurgico. Il successo terapeutico dipende, in primo luogo, dalla corretta diagnosi. Nella maggior parte dei casi, è possibile ottenere grandi miglioramenti e la risoluzione dei sintomi.

Trattamenti Conservativi

Modifiche dello stile di vita: un significativo aumento di peso può indebolire il tono muscolare del pavimento pelvico, portando a incontinenza urinaria. Perdere peso attraverso una dieta sana e un regolare esercizio fisico è importante. Altre misure comportamentali utili comprendono: svuotamento temporizzato della vescica, prevenzione della stitichezza ed evitare di sollevare oggetti pesanti. Diminuire il volume di liquido ingerito ed eliminare la caffeina e altre sostanze irritanti per la vescica può aiutare in modo significativo.
Esercizi muscolari pelvici (esercizi di Kegel): contribuiscono a rafforzare il pavimento pelvico, consentendo di migliorare il controllo urinario. Gli esercizi di Kegel consistono in serie di contrazioni-rilassamenti dei muscoli del pavimento pelvico, ripetute più volte al giorno. Per ripristinare il tono muscolare, possono essere utilizzate anche tecniche comportamentali alternative, che prevedono l’uso di coni vaginali o stimolazioni elettriche.

Chirurgia

La chirurgia può essere usata per gestire l’incontinenza urinaria, solo dopo il fallimento di altri trattamenti. Sono disponibili molte procedure chirurgiche e la scelta dipende da una serie di fattori, tra cui la gravità del disturbo e la presenza di un prolasso della vescica o dell’utero. La maggior parte di queste opzioni è progettata per riposizionare il collo della vescica e l’uretra nelle loro posizioni anatomicamente corrette. La chirurgia presenta alti tassi di successo. Alcune delle procedure comunemente usate includono:
Agenti iniettabili: alcune sostanze possono essere iniettate nello sfintere uretrale al fine di aumentarne lo spessore. Tali agenti determinano una chiusura o riduzione del calibro dell’uretra. Diverse sostanze possono essere utilizzate tra cui tessuto adiposo e collagene. Altre sostanze che rimangono nei tessuti più a lungo possono essere utilizzate. L’iniezione viene effettuata utilizzando un ago che può essere introdotto attraverso la cute periuretrale o direttamente nell’uretra. L’intervento dura poco e puo’ essere eseguito in anestesia generale o locale. Tale intervento ha una percentuale di successo inferiore rispetto agli interventi di sling. Talvolta le iniezioni devono essere ripetute. Le complicanze dipendono dal tipo di agente utilizzato e devono essere spiegate e discusse prima dell’intervento con il chirurgo.
Procedure di sling: è l’intervento più utilizzato per l’incontinenza urinaria da stress. Una stretta striscia di materiale, come un nastro in polipropilene, viene inserito intorno al di sotto dell’uretra media, per contribuire al loro sostegno e a migliorare la chiusura uretrale. L’operazione è minimamente invasiva e i pazienti recuperano molto rapidamente.
Colposospensione: questa procedura è destinata a fornire un sostegno alle strutture pelviche coinvolte. Viene eseguita un’incisione attraverso l’addome, che espone la vescica, e, nei tessuti vicini, sono posizionati alcuni punti di sutura. Le suture sostengono il collo della vescica e l’uretra e aiutano a controllare il flusso di urina.
I possibili esiti avversi associati a interventi chirurgici correttivi per l’incontinenza comprendono sanguinamento, infezione, dolore, ritenzione urinaria o difficoltà di minzione e il prolasso degli organi pelvici.